Centro scoliosi

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“La bambina del letto in mezzo lo sapeva bene: c’è chi nasce con la schiena a forma di I e chi con la schiena a forma di S. Dicono che i primi siano quelli con la letterina giusta. Ai secondi è capitata la letterina sbagliata. I grandi, la esse dei bambini con la schiena a forma di esse, la vogliono far diventare una I. Ma i bambini con la schiena a forma di esse sono orgogliosi di quella letterina morbida e sinuosa. Di quelle due belle curve tonde tonde. Che male c’è ad avere una esse nella schiena, anziché una I?
Mica una esse qualunque, poi. Una signora esse, una esse di tutto rispetto, dove la curva sopra diventa la curva sotto con una grazia e un’eleganza che la I può solo sognarsi. Che letterina antipatica, la I. E pure poco fantasiosa!”

(Fuori Posto - Stella Sacchini)

scoliosi

Il Centro Midea si occupa da sempre in maniera massiccia di scoliosi e le due titolari sono socie della Reneè Perdriolle Academy e membre del gruppo scientifico del Prof. Benvenuto De Ponte, uno dei cardini in ambito nazionale della rieducazione vertebrale in età di accrescimento.

La Scoliosi

Per scoliosi s’intende una deformazione tridimensionale (cioè in tutti e tre i piani dello spazio) della colonna vertebrale: le vertebre si inclinano di lato, ruotano su se stesse e le curve della schiena che si vedono di profilo tendono ad appiattirsi. La scoliosi più diffusa (80% dei casi) è la “idiopatica”; si tratta di una scoliosi che colpisce i giovani nel periodo in cui la colonna vertebrale è in accrescimento.

La sua individuazione è possibile solo se si valuta periodicamente l’aspetto del rachide del bambino e riuscire ad individuarla precocemente è la prima sfida che si deve intraprendere ed è necessario l’impiego di interventi terapeutici mirati e puntuali (busti ortopedici, gessi, ecc…) e/o di una specifica rieducazione.

Il programma rieducativo

Il programma rieducativo varia in base a diverse caratteristiche: età del soggetto, grado di maturazione ossea, presenza di busti ortopedici e tipo di ortesi, gravità della patologia.

La scoliosi è un processo dinamico tridimensionale, per cui sul piano teorico la riduzione della curva dovrebbe ripercorrere in senso inverso il cammino verso la deformazione.

I limiti del trattamento sono rappresentati dalla gravità della patologia, ecco perchè la diagnosi deve essere tempestiva ed il trattamento intrapreso il prima possibile. Deve coinvolgere, inoltre, interamente la psicomotricità del ragazzo, favorire la presa di coscienza delle alterazioni posturali e offrire gli strumenti necessari per ottenere una correzione attiva.

Il nostro percorso chinesiterapico consente di realizzare i seguenti scopi e precisamente:

  • far comprendere al piccolo paziente la realtà della sua scoliosi e delle alterazioni del rachide da essa indotte;
  • far percepire le modifiche apportate dal movimento correttivo alla sua scoliosi in tutta la loro portata;
  • ricercare un movimento tridimensionale correttivo o che amplifichi la correzione del gesso/busto;
  • fissare la correzione acquisita dall’esercizio dopo aver eliminato la contrazione che ha determinato la correzione stessa;
  • mantenere la correzione in condizioni sempre più difficili.

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Il bambino quindi deve imparare a mantenere la correzione dopo aver eliminato il movimento che l’ha determinata, in situazioni dapprima statiche e quindi in condizioni di squilibrio sempre maggiori. Il fine sarà quello di modificare l’atteggiamento del bambino scoliotico.

Da un punto di vista psicopedagogico è importante tenere presente che sarà il bambino scoliotico, e non la sua scoliosi, il protagonista del trattamento.

E’ il bambino portatore della deformità e non la sua curva il centro del trattamento.

Questo principio va perseguito in tutte le fasi del trattamento, anche nella preparazione al gesso o al corsetto ortopedico, nel periodo di trattamento ortesico e dopo la rimozione dell’ortesi.

Atteggiamento Scoliotico

Un conto è la scoliosi intesa come deformazione strutturale permanente della colonna vertebrale, che si evidenzia in modo chiaro attraverso l’esame radiografico, un altro è l’atteggiamento scoliotico, paramorfismo, che si riferisce a un atteggiamento viziato che, pur determinando una deviazione laterale della colonna, non comporta alcuna deformazione permanente e può essere semplicemente corretta attraverso la rieducazione posturale.

Le cause di questo atteggiamento possono essere diverse e riconducibili, in prima istanza, alla mancanza di adeguata attività motoria o al mantenimento di posizioni scorrette troppo a lungo.

Il trattamento rieducativo degli atteggiamenti scoliotici deve perciò coinvolgere interamente la psicomotricità del soggetto che, spesso, non ha dentro di sé l’esatta nozione di come è fuori.

La rappresentazione di una attitudine viziata crea alla lunga uno schema motorio errato che il soggetto ritiene normale. Quindi, l’obiettivo principale è la presa di coscienza del proprio difetto per poi intervenire con tecniche di rieducazione posturale, di mobilizzazione, di rinforzo muscolare, di integrazione neuromotoria, di stabilizzazione, di ergonomia e backschool.

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